Cybersicurezza sanitaria, FIASO richiama le aziende alla verifica dei protocolli dopo l’attacco al sistema trasfusionale francese

L’attacco informatico che ha colpito il sistema trasfusionale francese spinge le aziende sanitarie italiane a rafforzare i controlli sulle infrastrutture digitali e sulle apparecchiature connesse. A richiamare l’attenzione è la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (FIASO), che chiede la verifica costante dei protocolli di sicurezza e delle procedure di intervento, soprattutto nei servizi in cui un malfunzionamento può compromettere l’assistenza ai pazienti.

«La cybersicurezza non è più soltanto una questione informatica, ma una componente della sicurezza clinica», afferma Giuseppe Quintavalle, presidente FIASO. Il riferimento è all’attacco avvenuto in Francia, dove sono stati presi di mira i sistemi di controllo delle celle frigorifere utilizzate per conservare sangue ed emocomponenti. Secondo quanto comunicato dalle autorità francesi, l’episodio non ha avuto conseguenze sanitarie, ma ha evidenziato la vulnerabilità di apparecchiature essenziali per il funzionamento dei servizi trasfusionali.

Anche il Centro nazionale sangue, in raccordo con il Ministero della Salute, ha invitato le strutture trasfusionali italiane ad aumentare la vigilanza, verificando le temperature di conservazione e adeguando le misure di sicurezza ai rischi emergenti.

Controlli sulle apparecchiature e procedure di emergenza

FIASO richiama le aziende alla piena applicazione dei protocolli esistenti, con il coinvolgimento dei responsabili della cybersicurezza e una collaborazione più stretta tra direzioni strategiche, personale sanitario e strutture tecniche.

Particolare attenzione viene riservata alle apparecchiature per la conservazione del sangue, dotate di sistemi di monitoraggio e allarme delle temperature. Questi dispositivi consentono di individuare eventuali anomalie e attivare tempestivamente gli interventi necessari a salvaguardare le scorte. La loro efficacia dipende anche dalla capacità delle strutture di riconoscere un malfunzionamento e intervenire quando i sistemi informatici non sono disponibili o risultano compromessi.

Quintavalle ha inoltre raccomandato verifiche straordinarie, anche attraverso analisi e simulazioni, per controllare il funzionamento degli strumenti di monitoraggio e delle procedure interne.

«Il messaggio ai cittadini è di fiducia: nelle aziende sanitarie sono già operativi sistemi di controllo, allarme e procedure di intervento per prevenire e gestire eventuali criticità», sottolinea il presidente FIASO, ribadendo l’impegno a mantenerli efficienti e aggiornati.

Direttiva NIS2, obblighi rafforzati per le strutture sanitarie

Il richiamo della Federazione si inserisce nel quadro della direttiva europea NIS2, recepita in Italia con il decreto legislativo 138/2024, che rafforza gli obblighi di gestione dei rischi informatici, prevenzione degli incidenti, formazione del personale e adozione di misure per garantire la continuità operativa.

La normativa prevede inoltre specifici adempimenti per la gestione e la segnalazione degli incidenti significativi da parte dei soggetti interessati. Per le organizzazioni sanitarie coinvolte, la protezione delle infrastrutture digitali richiede quindi responsabilità organizzative che vanno oltre gli uffici informatici.

Le conseguenze di un attacco possono infatti estendersi ai servizi clinici, interrompendo attività diagnostiche, rallentando i percorsi assistenziali o mettendo a rischio la corretta conservazione di materiali biologici. Per i pazienti che dipendono da prestazioni urgenti o trattamenti continuativi, la capacità di mantenere operativi i servizi durante un’emergenza informatica assume particolare rilievo.

La verifica dei piani di continuità assistenziale, attraverso esercitazioni e controlli periodici, rappresenta dunque una misura concreta di tutela. Sul piano dei diritti dei pazienti, conta anche la disponibilità di informazioni tempestive e affidabili quando un incidente incide sull’erogazione delle prestazioni, distinguendo gli obblighi di segnalazione alle autorità dalla comunicazione agli assistiti.

L’indicazione di FIASO è di mantenere elevata la vigilanza senza alimentare allarmismi, intervenendo sull’efficienza dei sistemi già disponibili e sulla preparazione del personale. Nel settore trasfusionale, la priorità immediata riguarda il controllo delle temperature, la funzionalità degli allarmi e l’effettiva possibilità di proteggere le scorte anche in caso di interruzione dei sistemi digitali.

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